domenica 21 ottobre 2012

Uzbekistan, Khiva, Mausoleo di Pahlavan Mahmoud ... e il sacrificio del gallo

Uzbekistan, Khiva, Mausoleo di Pahlavan Mahmoud, veduta della cupola turchese

Uzbekistan, Khiva, Mausoleo di Pahlavan Mahmoud
Girando per le stradine dell'antica fortezza di Khiva lo sguardo cade spesso in alto sulla magnifica cupola turchese del Mausoleo di Pahlavan Mahmoud. Il luogo vale una visita, anche soltanto per ascoltare le differenti versioni della storia di questo leggendario personaggio presentate dalle guide ai turisti di passaggio. Le leggende collegate a Pahlavan Mahmoud, filosofo, poeta e lottatore, sono innumerevoli e costituiscono un vero repertorio di saggezza asiatica. Saggezza che ho scoperto essere spesso legata a un forte senso dell'ironia, talvolta anche pungente.
Il carisma di Pahlavan Mahmoud, vissuto tra il XIII ed il XIV sec., lasciò una profonda eco. I suoi fedeli ambirono a farsi seppellire vicino alla sua tomba, forse per partecipare della sua santità, secondo una tradizione a cui si piegarono anche i khan di Khiva. Ancora oggi girando intorno al monumento si distinguono alcune delle tombe che furono costruite nel tempo intorno al mausoleo di Pahlavan Mahmoud. Tali sepolture in passato dovevano essere ancora più numerose. Le riconoscerete facilmente per la caratteristica struttura in mattoni ad arco ogivale.

Uzbekistan, Khiva, Mausoleo di Pahlavan Mahmoud
Il Mausoleo è tuttora considerato sacro e continua ad essere meta di pellegrinaggio.
In uno dei miei viaggi in Uzbekistan mi ero seduta nella corte anteriore del mausoleo e, come mia abitudine, osservavo pigramente i dettagli dell'architettura e della decorazione. Vidi due ragazzi indaffarati con un piccolo sacco sotto l'albero alle spalle del pozzo che si trova nella corte. In un momento scorsi luccicare un piccolo coltello; dal sacco venne tirato fuori un gallo nero. Seguì un taglio, il sangue del gallo ferito a morte, una preghiera silenziosa dei due ragazzi conclusa con il consueto gesto di passare il palmo delle mani davanti al volto.
Tornando al monumento, oltrepassata la corte, lasciate le vostre scarpe e entrate nel mausoleo. La decorazione è degna di nota. Piccole porte in legno intarsiato si aprono come per magia nella muratura rivestita di ceramica. Prestate attenzione alla porta di comunicazione con l'ambiente di sinistra. Qui potrete ammirare una straordinaria decorazione in avorio, piuttosto rara.

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